Il battage pubblicitario dato alle cd. primarie per la nascita del partito democratico non hanno colto i calmorosi segnali di insofferenza verso il modo di far politica imbastito dalla attuale classe di governo.
Si sono rivelate l'ennesimo ipocrita tentativo, ordito dal centrosinistra italiano, per far finta di cambiare e preservare i vantaggi e privilegi della casta.
Una mera operazione di immagine, un maldestro maquillage per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dai drammatici temi reali che stanno affamando e spaventando il paese.
Il partito democratico porterà solo nuova confusione, accorpando nell'accozzaglia due e più nomenclature che hanno matrici fondamentalmente diverse.
Da una parte i comunisti che tentano di rinnegare il proprio passato, dall'altro i centristi che portano all'ammasso i loro cervelli, ignorando i fondamentali valori cattolici e i principi moderati.
Ne vedremo delle belle, già da domani. Con un nuovo leader che metterà ancora più nell'angolo il povero Prodi che queste primarie-farsa le ha già perse. Vero Letta?
Le primarie sono state una farsa per la semplice ragione che vi hanno preso parte anche tanti soggetti che non voteranno il pd alle prossime elezioni; il loro voto è servito a chi doveva far conoscere il suo peso virtuale nel costituendo partito/dispensatore di incarichi e prebende.
Sono stati tranquillamente accolti nell'alveo del nuovo partito riciclati della peggior specei, transfughi di professione, voltagabbana, persino soggetti che ancora ricoprono incarichi di partito e di governo/sottogoverno/giunte/munipalizzate nel centrodestra (vero AN?)
Come può essere questa delle primarie una cosa seria?
Intanto la sinistra radicale affila le armi e si compatta, per rendere ancora più evidente la spaccatura in questa maggioranza, tenuta insieme solo dalla fame di potere e dalla voglia di poltrone.
L'enorme - e forse eccessivo - successo ottenuto dal libro di Rizzo e Stella non è servito a far capire a lor signori che, prima di pensare ad un nuovo partito/ organigramma era necessario cogliere al volo gli stimoli della piazza ormai insofferente.
Ed invece non cambierà nulla. Nuovi equilibri di potere, nuove nomenclature, nuovi incarichi, nuove prebende.
Intanto, i cittadini - esasperati - si arrangiano, soprattutto al sud. Ma fino a quando? La cenere cova sotto la polveriera dei mutui insostenibili e lor signori fingono di non accorgersene!
Tirando troppo la corda c'è il rischio che salti la pentola, e allora le difficoltà potranno lasciare il posto all'esasperazione.
Possibile che non se ne rendano conto? Continuano a vivere sopra le spalle dei lavoratori, degli imprenditori, di chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese. E non ci arriva, costretta a lasciare lunghe liste di debiti, di ritardi nei pagamenti, di rinunce, di sacrifici.
Un paese più serio del nostro sarebbe già passato alle vie di fatto, ma noi - si sa - ci arrangiamo, da sempre.
E dall'altra parte Berlusconi gongola. Conosce i risultati dei sondaggi e si appresta a tornare al governo, per cambiare ancora una volta, e intanto il tempo passa, e gli italiani stringeranno la cinghia ancora a lungo.
Le performances di Beppe Grillo non sono riuscite a far capire alla casta che la misura è ormai colma, e che qualsiasi Masaniello oggi riscuoterebbe consensi scendendo in piazza a protestare.
Grillo si limita, per ora, ad un vaffa... e se qualche altro fosse meno "tranquillo".
Sono questi i momenti nei quali sulla repubblica può scendere la notte.
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