Consumatum est! la grande farsa del partito democratico si è conclusa. adesso ci aspettiamo la resa dei conti, con i mini-alleati che saranno sempre più irrilevanti ; mentre, all'interno del governo, vedremo se Veltroni manterrà l'impegno di ridurre le poltrone. Se lo dovesse fare cadrebbe il governo.
Ma probabilmente non succederà nulla, con buona pace degli italiani. Ancora una volta ci prendono per il c........, tanto noi siamo un popolo tollerante. Si, ma fino a quando?
I media hanno celebrato questo presunto trionfo della democrazia, questa grande festa di popolo. Ma de che! E' stata una truffa megagalattica, basti pensare alla gente che è risucita a votare più volte, agli elettori di centro destra che si sono infiltrati al seggio per dare sostegno a qualche trasfuga, inserito nel cavallo di troia. Ma è possibile che - con l'aria che tira, e con l'astensionismo record e galoppante registrato alle elezioni "vere" - quasi tre milioni di persone decidono di fare la fila? E per una votazione interna, dall'esito già scritto?
Ma è davvero credibile che - nonostante i sondaggi e le piazze di Grillo e Santoro, che urlano vaffa alla politica - il nuovo partito democratico raccolga tanti più voti di quelli ottenuti da DS e Margherita?
Questo non è un paese normale, tantomeno un paese serio. Questa è la repubblica delle banane!!!
lunedì 15 ottobre 2007
Mastella? Il vero scandalo non è quello che fa, ma che è arrivato sin lì!
La casta è finalmente sulla graticola! Ma a loro non interessa più di tanto, continuano a gingillarsi nel potere, nella creazione di rendite per se stessi e per le famiglie grazie ai pubblici denari.
Nessun tentativo di arginare la protesta della gente con iniziative finalizzate alla riduzione dei loro sprechi.
Una recente puntata di Ballarò ha messo sul banco degli imputati il Ministro Mastella, reo di impersonare tutti i mali della Repubblica e di rappresentare il peggior modo di gestire la cosa pubblica.
Invero, il Mastella paga il conto ad una sinistra che non lo ha mai digerito, e che a malapena lo sopporta, perchè altrimenti il governo avrebbe il cappotto al senato, se gli uomini di ceppaloni votassero contro. Il nostro non si rende conto del trappolone e continua a difendersi in tutti i modi, rischiando di fare la fine di Craxi durante Tnagentopoli, pur non avendo la stessa statura intellettuale e politica nè un partito forte come il psi alle spalle.
Ma il problema di questa fase della Repubblica è davvero Mastella?
Certamente no. Mastella è solo uno dei tanti, dei tantissimi che si è creato una rendita per generazioni (lui, moglie, figlio e company) grazie al potere pubblico. E' uno che è rimasto fieramente abbarbicato su un vecchissimo modo di fare politica che, almeno al sud, paga ancora, e molto.
Il vero scandalo di questo paese non è Mastella. Il vero scandalo è che un soggetto come Mastella sia ancora lì, che faccia addirittura il Ministro della Giustizia.
Questo è il vero dramma di questo paese, che è gestito da tantissimi Mastella!
La casta è finalmente sulla graticola! Ma a loro non interessa più di tanto, continuano a gingillarsi nel potere, nella creazione di rendite per se stessi e per le famiglie grazie ai pubblici denari.
Nessun tentativo di arginare la protesta della gente con iniziative finalizzate alla riduzione dei loro sprechi.
Una recente puntata di Ballarò ha messo sul banco degli imputati il Ministro Mastella, reo di impersonare tutti i mali della Repubblica e di rappresentare il peggior modo di gestire la cosa pubblica.
Invero, il Mastella paga il conto ad una sinistra che non lo ha mai digerito, e che a malapena lo sopporta, perchè altrimenti il governo avrebbe il cappotto al senato, se gli uomini di ceppaloni votassero contro. Il nostro non si rende conto del trappolone e continua a difendersi in tutti i modi, rischiando di fare la fine di Craxi durante Tnagentopoli, pur non avendo la stessa statura intellettuale e politica nè un partito forte come il psi alle spalle.
Ma il problema di questa fase della Repubblica è davvero Mastella?
Certamente no. Mastella è solo uno dei tanti, dei tantissimi che si è creato una rendita per generazioni (lui, moglie, figlio e company) grazie al potere pubblico. E' uno che è rimasto fieramente abbarbicato su un vecchissimo modo di fare politica che, almeno al sud, paga ancora, e molto.
Il vero scandalo di questo paese non è Mastella. Il vero scandalo è che un soggetto come Mastella sia ancora lì, che faccia addirittura il Ministro della Giustizia.
Questo è il vero dramma di questo paese, che è gestito da tantissimi Mastella!
Schioppa/i?
Una nuova caduta (questa volta di stile) di questo governo.
L’ineffabile ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa, intervistato dalla compagna Lucia Annunziata ci ha finalmente fatto capire che in tutti questi anni non abbiamo capito un beato c….. Infatti, non avevamo capito che ..........“pagare le tasse è bellissimo”!
Il signore di cui sopra ce lo ha voluto spiegare proprio nel momento in cui la consapevolezza - da parte dei cittadini - dei privilegi della casta ha toccato livelli di elevatissima insopportabilità, nel mentre lor signori continuano a sfruttare il denaro pubblico per se stessi e per i propri familiari, e mentre gli italiani non ce la fanno a tirare a campare.
Qualsiasi commento a tali c........te sarebbe superfluo, e neppure il turpiloquio sarebbe sufficiente a rispondere per le rime all’illustre uomo di governo e di economia.
Affermare che pagare le tasse è bellissimo, perché consente di contribuire al benessere della collettività, ci può anche trovare d’accordo.
Quello che ci fa incazzare è invece dover sentire tali sontuose banalità in questo particolare periodo storico nel quale il sig. Padoa Schioppa doveva sentire il pudore di imporre, e praticare, una drastica e immediata riduzione della spesa pubblica e degli sprechi, legati al mantenimento della casta!
Bamboccione sarà lei!
Ma il signor Tommaso Padoa Schioppa è una inesauribile sorgente di c.........e. Nel ruolo che occupa, nel periodo nel quale viviamo, e nella disgraziata performance del suo governo, avrebbe fatto bene a ridurre al minimo le sue esternazioni. Ed invece no ! Ci deve pure prendere per il culo. Insomma, al danno la beffa!
Prima della cazzata che è bellissimo pagare le tasse, il nostro eroe aveva già tuonato contro i cd. bamboccioni, cioè quei giovani che – a suo parere – preferiscono rimanere in casa con i genitori fino a quasi quarantanni, piuttosto che acquistare casa, sposarsi e metter su famiglia.
Ma questo ci fa o ci è? Allora lo fa a posta a prenderci per il culo!
E’ ovvio che nessun giovane – per quanto servito e riverito – voglia restare a vita con i suoi, e non farsi una sua vita autonoma (da single o in coppia) per sentirsi appagato, realizzato, autonomo, per poter vivere pienamente e liberamente la sua libertà, la sua voglia di mettere su famiglia, acquistare casa, insomma realizzarsi.
Gli stessi genitori oggi non sono più in grado di mantenere in casa i figli finchè....... morte non ci separi. Vorrebbero cioè alleggerire se stessi e vedere realizzati i propri rampolli.
Il problema è che oggi, molto più di qualche anno fa, è diventato difficilissimo trovare un lavoro e non solo un lavoro a tempo indeterminato (che ormai è una utopia) ma una occupazione dotata - quanto meno - di una certa stabilità, per poter pagare la rata del mutuo e quanto serve a mantenere se stesso e una ristretta famiglia.
Se poi si aggiungono le spese per un’attività commerciale, professionale, imprenditoriale da avviare, allora il cerchio si chiude definitivamente, ovvero si chiude la porta di casa dei genitori proprio mentre si stava per uscire.
Evidentemente il Ministro Tommaso Padoa Schioppa, anche a giudicare dall’altisonante cognome, ha avuto in dote già a 18 anni soldi, casa e studi, pertanto lui questi problemi di sopravvivenza non li ha mai avuti
Una nuova caduta (questa volta di stile) di questo governo.
L’ineffabile ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa, intervistato dalla compagna Lucia Annunziata ci ha finalmente fatto capire che in tutti questi anni non abbiamo capito un beato c….. Infatti, non avevamo capito che ..........“pagare le tasse è bellissimo”!
Il signore di cui sopra ce lo ha voluto spiegare proprio nel momento in cui la consapevolezza - da parte dei cittadini - dei privilegi della casta ha toccato livelli di elevatissima insopportabilità, nel mentre lor signori continuano a sfruttare il denaro pubblico per se stessi e per i propri familiari, e mentre gli italiani non ce la fanno a tirare a campare.
Qualsiasi commento a tali c........te sarebbe superfluo, e neppure il turpiloquio sarebbe sufficiente a rispondere per le rime all’illustre uomo di governo e di economia.
Affermare che pagare le tasse è bellissimo, perché consente di contribuire al benessere della collettività, ci può anche trovare d’accordo.
Quello che ci fa incazzare è invece dover sentire tali sontuose banalità in questo particolare periodo storico nel quale il sig. Padoa Schioppa doveva sentire il pudore di imporre, e praticare, una drastica e immediata riduzione della spesa pubblica e degli sprechi, legati al mantenimento della casta!
Bamboccione sarà lei!
Ma il signor Tommaso Padoa Schioppa è una inesauribile sorgente di c.........e. Nel ruolo che occupa, nel periodo nel quale viviamo, e nella disgraziata performance del suo governo, avrebbe fatto bene a ridurre al minimo le sue esternazioni. Ed invece no ! Ci deve pure prendere per il culo. Insomma, al danno la beffa!
Prima della cazzata che è bellissimo pagare le tasse, il nostro eroe aveva già tuonato contro i cd. bamboccioni, cioè quei giovani che – a suo parere – preferiscono rimanere in casa con i genitori fino a quasi quarantanni, piuttosto che acquistare casa, sposarsi e metter su famiglia.
Ma questo ci fa o ci è? Allora lo fa a posta a prenderci per il culo!
E’ ovvio che nessun giovane – per quanto servito e riverito – voglia restare a vita con i suoi, e non farsi una sua vita autonoma (da single o in coppia) per sentirsi appagato, realizzato, autonomo, per poter vivere pienamente e liberamente la sua libertà, la sua voglia di mettere su famiglia, acquistare casa, insomma realizzarsi.
Gli stessi genitori oggi non sono più in grado di mantenere in casa i figli finchè....... morte non ci separi. Vorrebbero cioè alleggerire se stessi e vedere realizzati i propri rampolli.
Il problema è che oggi, molto più di qualche anno fa, è diventato difficilissimo trovare un lavoro e non solo un lavoro a tempo indeterminato (che ormai è una utopia) ma una occupazione dotata - quanto meno - di una certa stabilità, per poter pagare la rata del mutuo e quanto serve a mantenere se stesso e una ristretta famiglia.
Se poi si aggiungono le spese per un’attività commerciale, professionale, imprenditoriale da avviare, allora il cerchio si chiude definitivamente, ovvero si chiude la porta di casa dei genitori proprio mentre si stava per uscire.
Evidentemente il Ministro Tommaso Padoa Schioppa, anche a giudicare dall’altisonante cognome, ha avuto in dote già a 18 anni soldi, casa e studi, pertanto lui questi problemi di sopravvivenza non li ha mai avuti
domenica 14 ottobre 2007
RIS: una favola finita?
In questi anni abbiamo assistito al proliferare di libri, manifestazioni, ospitate, fiction televisive e quant'altro in onore del RIS, balzato all'onore delle cronache in seguito ad alcuni casi di cronaca nera brillantemente risolti.
E, come accade spesso, l'eccesso di gloria provoca, forse, qualche eccesso di sicumera, in un paese come il nostro ove impazza il narcisismo.
Sembra questa la sintesi della vicenda di Garlasco, che ha segnato - al momento - una pagina non felice per il RIS e per la Magistratura.
Infatti, non è stata affatto un figura edificante quella rimediata in seguito al fermo (non convalidato) del giovane Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della sua povera fidanzata.
Innanzitutto sembra che il RIS abbia voluto imprimere una inopportuna accellerazione alle indagini della Procura di Vigevano che - a detta del suo massimo esponente - voleva condurre le indagini all'insegna della calma e lontano dai clamori.
Dopo le pubbliche (e inopportune) bacchettate, inferte a Matrix dal Procuratore Capo, verso i mass-media che si scagliavano contro Stasi, lo stesso esternatore è caduto nella rete della fretta a tutti i costi , perchè l'opinione pubblica invocava un colpevole, da trovare a tutti i costi.
Le incongruenze e i dubbi nei racconti del giovane laureando ci sono tutti, ma un processo in Corte d'Assise (e anche lo stesso vaglio del Gip o del Tribunale del Riesame) non si vince ammonticchiando sospetti o prove indirette.
Dopo tanta sordina , durata oltre un mese, che fretta c'era di procedere a quel fermo sulla base di meri e discutibili indizi? Non sarebbe stato più opportuno attendere l'esito completo degli esami affidati al RIS?
Esito che, peraltro, tarda ad arrivare, a riprova che forse non è stato trovato nulla di certo nè contro stasi nè contro altri.
E se davvero l'assassino fosse Stasi, bisognerebbe ammettere che il Ris e la Procura non ne escono in maniera proprio esaltante, giacchè lo studentello non sembra poi così geniale da aver potuto realizzare quel delitto perfetto che - proprio a detta dei Ris - non esiste!
Ma adesso, e solo adesso, le indagini si allargano ai colleghi di lavoro di Chiara. Una ulteriore conferma della scarsa fiducia degli stessi investigatori verso la pista Stasi.
Indubbiamente si tratta di un delitto di difficile soluzione - anche per la vita apparentemente trasparente della vittima - ma la fuga in avanti, operata con il fermo di Stasi, potrebbe compromettere l'esito delle indagini.
Non ci vuole una lince per immaginare che una nuova eventuale richiesta di ordinanza di custodia cautelare, nei confronti del fidanzatino, nascerebbe già sotto una cattiva stella.
E, come accade spesso, l'eccesso di gloria provoca, forse, qualche eccesso di sicumera, in un paese come il nostro ove impazza il narcisismo.
Sembra questa la sintesi della vicenda di Garlasco, che ha segnato - al momento - una pagina non felice per il RIS e per la Magistratura.
Infatti, non è stata affatto un figura edificante quella rimediata in seguito al fermo (non convalidato) del giovane Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della sua povera fidanzata.
Innanzitutto sembra che il RIS abbia voluto imprimere una inopportuna accellerazione alle indagini della Procura di Vigevano che - a detta del suo massimo esponente - voleva condurre le indagini all'insegna della calma e lontano dai clamori.
Dopo le pubbliche (e inopportune) bacchettate, inferte a Matrix dal Procuratore Capo, verso i mass-media che si scagliavano contro Stasi, lo stesso esternatore è caduto nella rete della fretta a tutti i costi , perchè l'opinione pubblica invocava un colpevole, da trovare a tutti i costi.
Le incongruenze e i dubbi nei racconti del giovane laureando ci sono tutti, ma un processo in Corte d'Assise (e anche lo stesso vaglio del Gip o del Tribunale del Riesame) non si vince ammonticchiando sospetti o prove indirette.
Dopo tanta sordina , durata oltre un mese, che fretta c'era di procedere a quel fermo sulla base di meri e discutibili indizi? Non sarebbe stato più opportuno attendere l'esito completo degli esami affidati al RIS?
Esito che, peraltro, tarda ad arrivare, a riprova che forse non è stato trovato nulla di certo nè contro stasi nè contro altri.
E se davvero l'assassino fosse Stasi, bisognerebbe ammettere che il Ris e la Procura non ne escono in maniera proprio esaltante, giacchè lo studentello non sembra poi così geniale da aver potuto realizzare quel delitto perfetto che - proprio a detta dei Ris - non esiste!
Ma adesso, e solo adesso, le indagini si allargano ai colleghi di lavoro di Chiara. Una ulteriore conferma della scarsa fiducia degli stessi investigatori verso la pista Stasi.
Indubbiamente si tratta di un delitto di difficile soluzione - anche per la vita apparentemente trasparente della vittima - ma la fuga in avanti, operata con il fermo di Stasi, potrebbe compromettere l'esito delle indagini.
Non ci vuole una lince per immaginare che una nuova eventuale richiesta di ordinanza di custodia cautelare, nei confronti del fidanzatino, nascerebbe già sotto una cattiva stella.
primarie? tutto da ridere, anzi da piangere
Il battage pubblicitario dato alle cd. primarie per la nascita del partito democratico non hanno colto i calmorosi segnali di insofferenza verso il modo di far politica imbastito dalla attuale classe di governo.
Si sono rivelate l'ennesimo ipocrita tentativo, ordito dal centrosinistra italiano, per far finta di cambiare e preservare i vantaggi e privilegi della casta.
Una mera operazione di immagine, un maldestro maquillage per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dai drammatici temi reali che stanno affamando e spaventando il paese.
Il partito democratico porterà solo nuova confusione, accorpando nell'accozzaglia due e più nomenclature che hanno matrici fondamentalmente diverse.
Da una parte i comunisti che tentano di rinnegare il proprio passato, dall'altro i centristi che portano all'ammasso i loro cervelli, ignorando i fondamentali valori cattolici e i principi moderati.
Ne vedremo delle belle, già da domani. Con un nuovo leader che metterà ancora più nell'angolo il povero Prodi che queste primarie-farsa le ha già perse. Vero Letta?
Le primarie sono state una farsa per la semplice ragione che vi hanno preso parte anche tanti soggetti che non voteranno il pd alle prossime elezioni; il loro voto è servito a chi doveva far conoscere il suo peso virtuale nel costituendo partito/dispensatore di incarichi e prebende.
Sono stati tranquillamente accolti nell'alveo del nuovo partito riciclati della peggior specei, transfughi di professione, voltagabbana, persino soggetti che ancora ricoprono incarichi di partito e di governo/sottogoverno/giunte/munipalizzate nel centrodestra (vero AN?)
Come può essere questa delle primarie una cosa seria?
Intanto la sinistra radicale affila le armi e si compatta, per rendere ancora più evidente la spaccatura in questa maggioranza, tenuta insieme solo dalla fame di potere e dalla voglia di poltrone.
L'enorme - e forse eccessivo - successo ottenuto dal libro di Rizzo e Stella non è servito a far capire a lor signori che, prima di pensare ad un nuovo partito/ organigramma era necessario cogliere al volo gli stimoli della piazza ormai insofferente.
Ed invece non cambierà nulla. Nuovi equilibri di potere, nuove nomenclature, nuovi incarichi, nuove prebende.
Intanto, i cittadini - esasperati - si arrangiano, soprattutto al sud. Ma fino a quando? La cenere cova sotto la polveriera dei mutui insostenibili e lor signori fingono di non accorgersene!
Tirando troppo la corda c'è il rischio che salti la pentola, e allora le difficoltà potranno lasciare il posto all'esasperazione.
Possibile che non se ne rendano conto? Continuano a vivere sopra le spalle dei lavoratori, degli imprenditori, di chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese. E non ci arriva, costretta a lasciare lunghe liste di debiti, di ritardi nei pagamenti, di rinunce, di sacrifici.
Un paese più serio del nostro sarebbe già passato alle vie di fatto, ma noi - si sa - ci arrangiamo, da sempre.
E dall'altra parte Berlusconi gongola. Conosce i risultati dei sondaggi e si appresta a tornare al governo, per cambiare ancora una volta, e intanto il tempo passa, e gli italiani stringeranno la cinghia ancora a lungo.
Le performances di Beppe Grillo non sono riuscite a far capire alla casta che la misura è ormai colma, e che qualsiasi Masaniello oggi riscuoterebbe consensi scendendo in piazza a protestare.
Grillo si limita, per ora, ad un vaffa... e se qualche altro fosse meno "tranquillo".
Sono questi i momenti nei quali sulla repubblica può scendere la notte.
Si sono rivelate l'ennesimo ipocrita tentativo, ordito dal centrosinistra italiano, per far finta di cambiare e preservare i vantaggi e privilegi della casta.
Una mera operazione di immagine, un maldestro maquillage per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dai drammatici temi reali che stanno affamando e spaventando il paese.
Il partito democratico porterà solo nuova confusione, accorpando nell'accozzaglia due e più nomenclature che hanno matrici fondamentalmente diverse.
Da una parte i comunisti che tentano di rinnegare il proprio passato, dall'altro i centristi che portano all'ammasso i loro cervelli, ignorando i fondamentali valori cattolici e i principi moderati.
Ne vedremo delle belle, già da domani. Con un nuovo leader che metterà ancora più nell'angolo il povero Prodi che queste primarie-farsa le ha già perse. Vero Letta?
Le primarie sono state una farsa per la semplice ragione che vi hanno preso parte anche tanti soggetti che non voteranno il pd alle prossime elezioni; il loro voto è servito a chi doveva far conoscere il suo peso virtuale nel costituendo partito/dispensatore di incarichi e prebende.
Sono stati tranquillamente accolti nell'alveo del nuovo partito riciclati della peggior specei, transfughi di professione, voltagabbana, persino soggetti che ancora ricoprono incarichi di partito e di governo/sottogoverno/giunte/munipalizzate nel centrodestra (vero AN?)
Come può essere questa delle primarie una cosa seria?
Intanto la sinistra radicale affila le armi e si compatta, per rendere ancora più evidente la spaccatura in questa maggioranza, tenuta insieme solo dalla fame di potere e dalla voglia di poltrone.
L'enorme - e forse eccessivo - successo ottenuto dal libro di Rizzo e Stella non è servito a far capire a lor signori che, prima di pensare ad un nuovo partito/ organigramma era necessario cogliere al volo gli stimoli della piazza ormai insofferente.
Ed invece non cambierà nulla. Nuovi equilibri di potere, nuove nomenclature, nuovi incarichi, nuove prebende.
Intanto, i cittadini - esasperati - si arrangiano, soprattutto al sud. Ma fino a quando? La cenere cova sotto la polveriera dei mutui insostenibili e lor signori fingono di non accorgersene!
Tirando troppo la corda c'è il rischio che salti la pentola, e allora le difficoltà potranno lasciare il posto all'esasperazione.
Possibile che non se ne rendano conto? Continuano a vivere sopra le spalle dei lavoratori, degli imprenditori, di chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese. E non ci arriva, costretta a lasciare lunghe liste di debiti, di ritardi nei pagamenti, di rinunce, di sacrifici.
Un paese più serio del nostro sarebbe già passato alle vie di fatto, ma noi - si sa - ci arrangiamo, da sempre.
E dall'altra parte Berlusconi gongola. Conosce i risultati dei sondaggi e si appresta a tornare al governo, per cambiare ancora una volta, e intanto il tempo passa, e gli italiani stringeranno la cinghia ancora a lungo.
Le performances di Beppe Grillo non sono riuscite a far capire alla casta che la misura è ormai colma, e che qualsiasi Masaniello oggi riscuoterebbe consensi scendendo in piazza a protestare.
Grillo si limita, per ora, ad un vaffa... e se qualche altro fosse meno "tranquillo".
Sono questi i momenti nei quali sulla repubblica può scendere la notte.
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